LUCIANO VISTOSI Scultore – Murano, Museo del Vetro – 9.03.2015 – 30.08.2015


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LUCIANO VISTOSI 
Scultore

9 febbraio – 30 agosto 2015 
Murano, Museo del Vetro

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…A casa nostra raramente ho sentito parlare di scultura: si parlava soltanto di pittura. Eppure le forme erano là: nascevano ogni giorno nella fornace. Potrei arrivare a dire di aver sempre pensato tridimensionalmente, cioè plasticamente”. (Luciano Vistosi, 2003)

Sculture tondeggianti, sinuose e prive di angoli; sagome che attraggono per mutevoli giochi di luce ma anche per le qualità tattili; opere realizzate modellando con gesti rapidi e decisi sulla massa soffiata – a bilanciare il vetro caldo mentre per la forza di gravità tende lentamente a scendere – dando forma all’idea creativa in tre minuti al massimo; oppure sculture tratte scalpellando e  levigando il vetro come fosse marmo.

Sono creazioni che stupiscono, per poesia e innovazione; sculture in movimento.

Per la mostra “Luciano Vistosi scultore”, dal 9 febbraio al 30 maggio 2015 – prima esposizione temporanea allestita nei nuovi spazi delle Conterie in occasione della riapertura del Museo del Vetro di Murano – sono stati selezionati 30 lavori del grande scultore scomparso nel 2010, figura di assoluto rilievo della ricerca artistica italiana. Solamente cristalli bianchi e neri, spesso graffiti.

È nella vetreria del padre che Luciano Vistosi (Murano 1931 – 2010 ) ha imparato a tirare e sollevare il magma incandescente fino a farlo diventare un aquilone, una colomba, delle mondine, un nudo di donna; oppure incubi.

Alla morte del padre nel ’52, insieme allo zio Oreste e al fratello Gino, fonda la nuova Vetreria Vistosicon il progetto di realizzare prodotti legati alle più attuali ricerche nel campo del design.  Coinvolge alcune della maggiori firme come Aulenti, Sottsass, Magistretti, Zanuso, Peduzzi; si concentra soprattutto sull’illuminazione realizzando nuovi prodotti, tra cui alcune famose serie di lampade. Ma il richiamo era verso scultura.

Nel suo percorso artistico Vistosi “scultore” sperimenta diverse tecniche di lavorazione oltre al vetro soffiato. Alcuni lavori sono scolpiti da enormi blocchi grezzi di vetro – secondo  “l’ arte del levare” tipica del marmo – ottenuti col vetro industriale, come nel caso del suo famoso progetto per il Ponte dell’Accademia.

Siamo nella metà degli anni Ottanta. Nello stesso periodo l’ artista realizza case e grattacieli di vetro trasparente, fino ad un metro di altezza. Sculture-architetture seducenti nella loro perfezione geometrica e nella volontà sottesa di aprire la strada a una città più vivibile che sono esposti insieme ai lavori in cristallo verdee mare e alle randi nell’atelier dell’artista a Murano, poco distante dal Museo del Vetro.

Alcuni tra i più significativi fotografi italiani quali Ugo MulasGianni Berengo GardinPaolo Monti,Franco Fontana hanno interpretato con le loro immagini il carattere innovativo dell’opera di Luciano Vistosi: un dialogo tra scultura e fotografia importante per l’artista, che usava egli stesso la macchina fotografica alla ricerca di linee, forme, morfologie. Ispirazioni per nuove creazioni.

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A cura di
Chiara Squarcina

Direzione scientifica
Gabriella Belli

Progetto allestitivo
Daniela Ferretti

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LUCIANO VISTOSI 
Sculptor

From February 9th to August 30th, 2015
Murano, Glass Museum

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“…At home, I rarely heard anyone speak of sculpture: we would only talk about painting. And yet, the forms were there: they were created every day in the furnace. I might say that I have always thought three-dimensionally, in a sculptural way”. (Luciano Vistosi, 2003)

Rounded, sinuous sculptures devoid of sharp angles; shapes that appeal for the changing plays of light and also for their tactile qualities; works made by modelling the blown glass with rapid, firm movements, balancing the blown glass while gravity draws it gradually down, and giving form to the creative idea in three minutes at the most; or sculptures made by chiselling and smoothing the glass as though it were marble.

They are creations that astonish for their poetry and innovation; they are moving sculptures.

For the “Luciano Vistosi, sculptor” exhibition from February 9 to May 30, 2015 – the first temporary exhibition to be held in the new spaces of the Conterie on the occasion of the re-opening of the Museo del Vetro di Murano (Murano Glass Museum) – 30 works have been chosen by the great sculptor, who died in 2010 and was a significant figure in recent Italian art. The exhibition will display only black and white crystal, in many cases engraved or scratched.

It was in the glass manufactory of his father that Luciano Vistosi (Murano 1931 – 2010 ) learned to pull and raise the incandescent mass and transform it into an eagle, a dove, a farming girl, a female nude; or nightmares.

Following his father’s death in 1952, Vistosi founded the new Vetreria Vistosi with his uncle Oreste and brother Gino with the aim of making products linked to the latest developments in design. He also involved some leading firms, such as Aulenti, Sottsass, Magistretti, Zanuso, and Peduzzi. He concentrated above all on lighting, producing new products, including some famous series of wall sconces. But what appealed most to him was sculpture.

In his artistic development as “sculptor”, Vistosi tested various techniques other than blown glass. Some works are sculpted from enormous blocks of rough glass in line with the “art of removal” typical of sculpting marble. These blocks were obtained using industrial glass, as in the case of his famous project for the Accademia Bridge. This was in the mid-1980s. At that same time, the artist was making houses and skyscrapers of transparent glass measuring up to a metre high. Architectural sculptures boasting a strong appeal thanks to their geometric perfection and underlying  desire to open the way to a more liveable city, they were shown with sea-green crystal works and randi in the artist’s workshop at Murano, just a short distance from the Museo del Vetro.

Some of Italy’s leading photographers, including Ugo Mulas, Gianni Berengo Gardin, Paolo Monti and Franco Fontana have, through their cameras, interpreted the innovative nature of Luciano Vistosi’s work: a dialogue between sculpture and photography that was important for the artist, as he himself used cameras to seek out lines, forms, shapes. Inspirations for new creations.

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Curator
Chiara Squarcina

Academic director
Gabriella Belli

Exhibition layout
Daniela Ferretti

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